Le Arche Scaligere di Verona

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Arche seconda foto

Un sepolcro monumentale molto curato nei dettagli, con imponenti scenografie che lo elevano verso il cielo e che, da più di 700 anni, accoglie le spoglie degli antichi Signori di Verona, i Principi della famiglia Della Scala.

Le Arche Scaligere, vicino la centrale Piazza Erbe, sono uno dei monumenti più particolari della città di Verona: ospitano un piccolo cimitero privato, in cui si trovano le arche di Alberto I, Alboino, Bartolomeo, Mastino I e Cangrande II, insieme ai maestosi monumenti funebri di Cangrande I, Mastino II e Cansignorio.

arche1Le Arche sono protette da un massiccio recinto in pietra e da un cancello in ferro battuto, dove si ripete il simbolo araldico Della Scala, e che è sorretto da colonne marmoree sormontate da statue. Sebbene siano soprattutto quelle pensili a catturare immediatamente l’attenzione di turisti e passanti, il sito conserva al suo interno anche altre arche a forma di sarcofago: la tomba più antica è stata realizzata nel 1.277 per accogliere le spoglie di Mastino I, capitano del popolo e capostipite della dinastia, e si presenta spoglia e priva di ornamenti, mentre poco più avanti è presente il sarcofago del fratello Alberto (1301), sui cui lati e fianchi sono raffigurate le immagini del defunto accanto ai santi e Maria, diversi bassorilievi e simboli araldici.

Più bello ed elaborato si presenta invece il monumento funebre di Mastino II (1350), contraddistinto da un piccolo recinto quadrato sui cui pilastri sono presenti statue raffiguranti le Virtù sotto forma di figure femminili. Il ricco sarcofago si trova a ben quattro metri d’altezza, ornato sul coperchio con l’immagine di Mastino vegliato da quattro angeli e sui lati con immagini della Crocifissione, di Cristo tra il Battista e Maria, di un angelo con lo scudo e di san Giorgio. Sopra il sarcofago, verso il cielo, è collocato un ricco baldacchino ad archi, decorato con immagini dell’Antico Testamento e statue di santi. In cima alla guglia la statua equestre del defunto, armato di lancia e scudo, il cui volto è coperto da un elmo ornato con le ali d’aquila (riconoscimento del vicario imperiale).

Ma il monumento più maestoso dell’area è sicuramente quello di Cansignorio (1375): una tomba con pianta esagonale in cui guglie e statue si susseguono e dove il sarcofago, su cui poggia la statua del defunto vegliato da quattro angeli, è ornato da bassorilievi che riportano momenti della vita di Cristo. Sul baldacchino collocato sopra il sarcofago è posta la statua equestre del principe, armato di lancia e vestito con una armatura a maglia che ne lascia scoperto il viso, in atteggiamento di sfida.

All’esterno del recinto, sopra una porta della chiesa di santa Maria Antica, si trova la tomba di Cangrande Della Scala (1329), uno dei più importanti monumenti della scultura veronese del trecento. Sul sarcofago, situato entro un arco trilobato e sostenuto da coppie di cani recanti il simbolo araldico Della Scala, è stata scolpita una Annunciazione con intorno bassorilievi che rappresentano le città conquistate durante le sue campagne militari. Il coperchio invece presenta una statua che lo ritrae morente, con sopra un lenzuolo dalla sorprendente verosimiglianza. Sulla copertura del baldacchino è anche in questo caso presente una statua equestre del defunto, fedele riproduzione di quella originale (custodita nel museo di Castelvecchio).

Un’esaltazione di potere, grandezza e arte che nei secoli sorprendono ancora chi si ritrova a passare da quella via.

D.M.

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