Bronzi di Riace, i bellissimi ‘giovane’ e ‘vecchio’ di Reggio Calabria

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Bronzi di Riace

I due Bronzi sono collocati nel Museo Archeologico Nazionale o della Magna Grecia di Reggio Calabria. La sala che ospita i Bronzi è dotata di un sistema di controllo del clima, tale cioè da evitare l’innescarsi di nuovi fenomeni di corrosione. Ogni statua è vincolata ad una struttura antisismica mediante un’asta d’acciaio verticale che sale lungo la gamba destra fino alle spalle dove uno snodo la unisce ad una barra messa orizzontalmente e poi collegata mediante cavi d’acciaio alla struttura antisismica di modo che ogni singola statua risulti saldamente ancorata al proprio piedistallo.

Le due statue, risalenti al V sec. a.c , denominate A “il giovane” e B “il vecchio”, sono alte circa 2 metri, il loro peso è di circa 150kg e lo spessore medio del bronzo si aggira sugli 8 mm per A e 7 mm per B. I Bronzi rappresentano due uomini completamente nudi e dotati in origine di lancia nella mano destra, scudo nel braccio sinistro ed elmo corinzio sul capo. Il viso è contornato da una folta barba ricciuta, come ricciuti sono i lunghi capelli.  Le labbra sono in rame e dischiuse e lasciano intravedere i denti, resi con una lamina in argento, gli occhi hanno ciglia in lamina bronzea e cornee in avorio, mentre le iridi, non conservate, erano presumibilmente di pasta vitrea.

È il 16 agosto 1972 quando Stefano Mariottini,  subacqueo romano in vacanza in Calabria, ritrova le due statue: durante un’immersione nelle acque del Mar Ionio, lungo la costa di Riace, in provincia di Reggio Calabria, a circa 200 m dalla costa ed alla profondità di 8-9 m, scorge sul fondale un oggetto, che inizialmente non riesce ad identificare, si avvicina e scopre che dal fondo melmoso esce quella che lui identifica come una mano in bronzo. Mariottini segnala la scoperta alla Sovrintendenza e una squadra di subacquei professionisti interviene prontamente sul posto.

Come si modellavano le statue in bronzo?

Le statue in bronzo venivano realizzate con la tecnica di “fusione a cera persa” che può essere sintetizzata in questi passaggi. Per prima cosa si modellava la statua in argilla e, in una seconda fase, si collocava uno strato di cera, dello spessore di alcuni millimetri. In una terza fase il tutto si ricopriva da altra argilla per costituire un blocco solido e resistente. A questo punto, attraverso un’opportuna serie di fori, praticati nel masso finale per giungere allo strato di cera, si versava il bronzo (rame e stagno) portato a temperatura di fusione. Il bronzo, infilandosi in questo masso composto andava naturalmente a collocarsi lì dove trovava la cera, la quale, a contatto con il grande calore del bronzo fuso, si scioglieva e colava da opportuni fori ricavati inferiormente. Quando il bronzo si raffreddava si poteva liberare la statua di tutta la terra refrattaria che la ricopriva e appariva la statua in bronzo che però all’interno conteneva ancora l’argilla usata per la prima modellazione.

Si aveva cura che la forma non fosse totalmente chiusa, in modo da poter liberare la statua dell’argilla interna anche se spesso non tutta l’argilla si riusciva ad asportare, tanto che nel caso dei bronzi di Riace recenti interventi di restauro interno hanno permesso di asportare ancora tanta argilla che era rimasta negli anfratti interni delle due statue.

Le statue furono con probabilità realizzate ad Atene e da lì furono rimosse per essere portate a Roma, forse destinate alla casa di qualche ricco patrizio. Ma il battello che le trasportava, forse per non affondare durante una tempesta, dovette buttarle in mare come zavorra e il prezioso carico finì sommerso dalla sabbia così che i due capolavori sono rimasti incastrati nel fondale per circa duemila anni, prima che ritornassero a mostrarci tutto il loro splendore.

Questo è solo un piccolo assaggio sulla storia dei Bronzi di Riace, le statue rivelano molto ai turisti in visita. Se volete saperne di più e ammirare da vicino queste meraviglie, non dimenticate di fare un salto nella città che le ospita, Reggio Calabria.

G.S.

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