Bari, guide online contro l’Italia furbetta

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Conti gonfiati, assenza di ricevute fiscali e una pessima immagine del nostro Paese per i turisti stranieri. Le guide turistiche di Bari hanno fatto squadra online e hanno stilato, all’interno di un gruppo chiuso su facebook dal nome “Guidando per la Puglia”, una vera e propria lista nera dei bar assolutamente da evitare nel centro della città. Così, tra le cose da vedere, i turisti ne vedranno una in meno, quell’Italia furbetta che tanto fa sfigurare il nostro patrimonio artistico e culturale che si annovera invece tra i più belli al mondo. 

Un caffè a 4 euro, discrepanze tra i prezzi di listino e quelli nello scontrino finale, la mancanza in molti casi di una ricevuta fiscale valida e secondo legge, sono solo alcune delle denunce che emergono nell’acceso scambio di opinioni e informazioni di chi si è trovato a gestire situazioni imbarazzanti come quella di dover spiegare al turista perspicace situazioni di millantati “errori” o semplicemente scene di ordinaria furbizia.

“Chi li conosce, li evita” e il tamtam sul web in questi giorni sembra avere un primo effetto positivo, fungendo da deterrente a condotte poco corrette e lesive nei confronti del nostro Paese.

Da Bari a Venezia…e il turista paga il doppio!

Quella dei gestori furbetti è una piaga che coinvolge i turisti in tutta la penisola, non si tratta di un fenomeno circoscritto. Risale ad appena una settimana fa la deposizione di un dossier di segnalazione contro la città di Venezia da parte di un turista belga all’Unione Europea che ha deciso di aprire il caso e formalizzare la denuncia. Secondo il turista infatti la disparità tra residenti e visitatori sarebbe eccessiva, in quanto i servizi per questi ultimi avrebbero un costo salatissimo. Un esempio? Un giro in vaporetto ha un costo di 1,30 per i residenti e di ben 7 euro per i turisti.

Secondo la Commissione Europea tutto questo viola gli articoli 12 e 49 dei trattati Ue che impongono invece la libertà di circolazione e parità di trattamento per tutti i cittadini Ue. Non si scherza insomma e l’Italia rischia di giocarsi credibilità, fascino e una fonte di ricchezza preziosa come il turismo.

N.T.

 

 

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