Sacra effige di Santa Maria Madre della Consolazione di Reggio Calabria

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processione Reggio Calabria

Durante la pestilenza del 1576, la Madonna apparve in preghiera ad un frate che gli annunciò la fine dell’epidemia ed in seguito al manifestarsi del miracolo, i frati decisero di dedicare la cappella del convento alla Madonna della Consolazione. Da quel momento il popolo reggino, al manifestarsi di ogni tragedia, iniziò a rivolgersi alla Madonna del Quadro.

Furono tanti i miracoli che seguirono, come quando nel 1594, durante l’assedio dei Turchi, gli invasori si ritirarono di fronte alle porte del convento.La pestilenza del 1636 segna la data della prima Processione del Quadro, che sorretto da due monaci e seguito dal corteo dei fedeli, venne portato dall’Eremo al Duomo dove rimase fino al 1638 anno in cui si manifestò un altro miracolo, quello della città che rimase indenne durante un catastrofico terremoto.

Fu così che ebbe inizio il pellegrinaggio al Santuario.Una seconda Processione del Quadro ci fu intorno al 1656 in occasione di un’ennesima epidemia, con l’offerta di un Cero Votivo che ancora oggi si ripropone a settembre nella Cattedrale. Anche alla carestia del 1672, seguirà il miracolo della Vergine, infatti in seguito alle preghiere dei fedeli arrivarono navi cariche di cibo.
La cornice d’argento e l’elegante base in legno, che ancora oggi ornano il quadro durante la festa, furono realizzate, nel 1693, con il ricavato della pubblica colletta. Sarà solo nel 1752, che Papa Benedetto XIV, proclamerà Maria Santissima Madre della Consolazione Patrona della città di Reggio. Ha così inizio la tradizionale festa che popola le strade reggine ogni anno il secondo sabato del mese di settembre. La processione nota con il nome di”Festa Madonna”, ogni anno si ripropone nel mese di settembre, per quattro giorni i pellegrini gravitano da tutta la provincia verso le due mete religiose (Il santuario dell’Eremo e il Duomo).La festa inizia il sabato e si conclude il martedì seguente.

La tradizione vuole che il quadro, trovato da un contadino mentre lavorava la terra sulla collina dell’Eremo, fosse stato portato nella cattedrale per riapparire, subito dopo, nel luogo in cui era stato trovato. Questo prodigio fu interpretato dai fedeli come segno con cui la Madonna chiedeva di erigere proprio in quel luogo la sua chiesa, e la popolazione così fece. Il quadro (circa 120 x 120 cm) raffigura la Vergine seduta su un trono con in braccio il Bambino Gesù con ai lati San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova. La “vara” pesa circa 3 tonnellate e viene portata in processione da più di cento fedeli che la reggono a spalla con l’ausilio di quattro lunghe assi in legno. la sua struttura è in legno massiccio, rivestita interamente in lamine d’argento.

I “Portatori della Vara”sono oltre 500. Il Quadro viene portato dal Santuario dell’Eremo, attraverso il Corso Garibaldi, fino al Duomo di Reggio, dove rimane esposto fino all’ultima domenica di novembre, poi viene riportato alla sua sede dove resta custodito fino all’anno successivo. Uno dei momenti più impegnativi per i portatori, dove alla forza delle braccia deve corrispondere un attenta prontezza di riflessi, è la “volata” che avviene in piazza Duomo e all’interno della Cattedrale. E’ uno dei momenti più suggestivi e emozionanti e nonostante lo sforzo compiuto in tante ore di processione, hanno ancora la forza di gridare quella famosa lode che da secoli risuona per le vie della città e che risuonerà, fin quando orma di uomo calpesterà il suolo reggino: “E gridamulu cu’ tuttu u cori: cu terremoto, cu guerra e cu paci, sta festa si fici, sta festa si faci, oggi e sempre: VIVA MARIA!”.

G.S.

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